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domenica, 25 giugno 2006
Tumtum-tum we come one...tumtum-tum we come one, apro gli occhi, capisco cos'è successo, è arrivato il terrrrribbile giorno dell'inventario al Castorama Casalecchio in cui io milito da ormai 2 mesi e spiccioli, mi alzo, bestemmio, vado a lavarmi, mi vesto alla bene&meglio, esco di casa, la mia strada è deserta, terribilmente deserta, però fa fresco e tutto ciò mi riconciglia con il mondo, prendo la Roccamobile (leggere mobilllle) e mi dirigo al Castorama, yuppiyuppi, mi fermo al Mi Fùrnèr a raccattare del cibo per me e la "mia" bella (che dolcezza patetica mi vien fuori la mattina presto, mamma mia, orario di arrivo davanti al Castorama: 5 e 35.... la "mia" bella è lì, la vedo, offro il cannolo alla crema, mangiamo seduti sotto un gazebo in esposizione, con l'alba che ci illumina (fico) mangiamo in silenzio (fico), ora d'iniziare, Rocca tira fuori i suoi occhi da lince e conta, conta (25), conta (36), conta (99), conta (16), conta (37), conta (56) e riconta tutto da capo, è l'inventario (diobbono), ore 8 e 30 colazione offerta gentilmente dall'azienda (paste stozze, caffè imbevibile, iddio ringrazio per la macchinetta del caffè), ore 8 e 50 si ricomincia, (24, 98, 15, 23, 46, tombola, 77, 13), il mio reparto finisce presto di contare, così io vengo dirottato verso altri lidi pù oscuri (un esempio può essere che mi son messo a contare i sifoni dei cessi, e le punte per i trapani) però in quei frangenti dove un uomo può essere preso da follia omicida e usare un sifone del cesso per uccidere uno degli ispettori mandati dal signor Castorama ecco apparire la "mia" bella che volteggia per i vari reparti con una canottierina nera, salopette di jeans e infradito rosa, pazzesca, qualcosa che definirei angelica pazzesca, folle, tutto ciò mi ha riavvicinato al mio essere normale e al mio contare sifoni del cesso, ore 13 e30 pranzo offerto sempre dall'azienda (pizza fredda e acqua calda, iddio ringrazio per la macchinetta dell'acqua), ore 13 e 50 rientriamo, le cassiere possono andarsene, ciao ciao "mia" bella, ciao ciao "mia"bella, ci rivediamo domani, ciao ciao "mia bella", -Gianluca puedes andare-, -Oh grazie Mig a domani-, aspettami oh "mia" bella, oh aspettami "mia"bella, chiacchere sotto l'afa che concede Casalecchio River in da Conca of Centro Commerciale (la conca de la muerte), ognuno sulla propria mobile e via verso casa con un pacchetto di pensieri e un pacchetto di momenti semi romantici all'interno dell'inventario di Castorama de la Conca de la Muerte.
mercoledì, 21 giugno 2006
Lo psicologo della scuola me l'aveva detto che dovevo smettere di indurre le giovani donne alla prostituzione perchè non sono Dio e non sono neanche un pappone ma da quando lo psicologo è morto seduto sulla tazza del cesso tirandosi una sega pensando alla mia ex ragazza un po' di onnipotenza addosso me la sono sentita e mi sono sentito pure un po' pappa perchè la mia ex ragazza come tutti sapete era una gran troia da quel momento ho deciso che prima di morire dovrò comprarmi una castello nella provincia uggiosa di Milano East Valley, conquistare San Marino, radere al suolo Cesena Cemetery a colpi di rutto, sorvolare il Caton Ticino con il mio idrojet di Lego, seminare il terrore per le vie di Bologna South Beach con la mia mietitrebbia durante la discesa della Madonna di San Luca, circumnavigare lo stretto di Messina, lasciarmi trasportare della corrente del golfo lasciando aperte le finestre di camera mia e del salone, volteggiare come Jury Chechi per i negozi di Port Roma, farmi condannare in primo grado per stupro di una giovane puzzola, essere assolto in Cassazione per mancanza di prove, avere cinque figli che si chiameranno tutti Jack Daniels (I, II, III, IV e quinto), scagliare saette dalla cima del Colle della Guardia, toccare il cielo con un dito e strappare il buco dell'ozono, creare una religione che mi veneri come unico super dio indiscusso, formare una setta e poi scioglierla nell'acido, spostare il Vaticano alle isole Cayman e al suo posto creare un (i) laghetto e farci sguazzare il mio allevamento di struzzi geneticamente uniti a un ornitorinco idrofobo, salvare dall'estinzione il dinosauro Denver, svelare la differenza che si cela dietro la simmental e la manzotin, ballere un ultimo tango a Parigi, fumare prima un sigaro poi una pipa, trasformare l'acqua in Tennent's, capire perchè i lemmiing dopo aver partorito si gettano giù per un dirupo e perchè gli esseri umani non facciano lo stesso, inserire il gene suicida dei lemming negli esseri umani, costruire un ottovolante aereostatico all'Idroscalo di Milano West Valley, far atterrare il mio ottovolante aereostatico a Malpensa con la nebbia della Val Padana, scoprire perchè la nebbia della Val Padana si chiami così che si trova nella pianura Padana, capire se Togliatti ha i cingoli, capire se Rosy Bindi è un uomo, lasciare la mia collezione di Vhs delle tartarughe Ninja al dottor Lenz, toccarmi il capezzolo ammiccando a Calderoli, sparire qui e apparire lì, avere il dono dell'obiquità e anche quello dell'obliquità, quando avrò fatto tutte queste cose potrò essere soddisfatto della mia esistenza.
martedì, 20 giugno 2006
Tramonta il sole sulla Bologna Beach che conta, è una giornata appiccicosa, le magliette si attaccano alla pelle, le mutande si attaccano al culo. Il nostro eroe (il giovane bolognese, ve lo ricordate vero?) è in macchina che sta guidando verso la sua missione suicida, arriva davanti a Castorama, luogo dove avverrà la sua missione suicida, guarda l'orologio sul cruscotto, è presto, è fottutissimamente presto, c'è giusto il tempo per cagarsela sotto e andarsene da questo posto, gettare per l'ennesima volta la spugna, ma il nostro eroe scende dalla sua eroemobile e si accende una sigaretta, la spegne, se ne accende un'altra è nervoso, poi finita anche la seconda si accende anche la terza, mentre sta dando un tiro a questa terza sigaretta seduto vicino alla pensilina dei carrelli nel parcheggio di Castorama sente l'annuncio: "sono le ore venti, castorama chiude le sue porte, la clientela è pregata di recarsi alle casse, il magazzino rimarrà aperto domani dalle ore 9 alle ore 20 con orario continuato", il nostro eroe sa che ormai è giunto il momento di agire, ancora pochi istanti e la cassiera dei suoi sogni uscirà da lavoro e quello sarà il momento di colpire senza nessuna pietà. E infatti di lì a poco la "sua" bella esce dal magazzino sopraccitato più bella che mai, canottierina gialla che lascia intravedere un reggiseno bianco e un seno che così non s'era mai visto prima [cit.], il nostro eroe è sempre più agitato, lei quando lo vede, pare sorpresa, ma senza esagerare e chiede: "te che ci fai qua?", lui trae un profondo respiro, sorride e ribatte: "eh beh" alzando le spalle, pian piano i colleghi vari ed eventuali se ne vanno, lasciando il nostro eroe e la "sua" principessa della cassa 4 soli, i due si siedono sotto la pensilina dei carrelli a parlare fitto fitto, rollando drumini e conoscendosi, ad un creto punto la bella cassiera si ferma, si volta verso il nostro eroe e con aria interrogativa chiede: "no veramente te che ci fai qua?", lui sorride: "eh ero venuto qua per chiederti di uscire", lei ricambia il sorriso (e porco il clero che bel sorriso) e fa: "va bene, lasciami dare l'esame di lunedì e poi quando vuoi".
I nostri due eroi rimasero lì a chiaccherare del più e del meno per svariato tempo a seguire, esattamente un'ora e quaranta minuti fitti di chiacchere, e al nostro giovane bolognese il parcheggio di Castorama quella sera afosa, con la luce che lasciava il posto alle tenebre sembrò il luogo più romantico del mondo, nulla poteva rannuvolare il suo animo, era prorpio un eroe contento della sua trovata kamikaze. Questa è la prova che il kamikaze style inventato dal nostro eroe spesso funziona e porta dei buoni frutti.
domenica, 18 giugno 2006
Ti voglio bene Fat Mike
venerdì, 16 giugno 2006
mercoledì, 14 giugno 2006
Il viale dei ricordi
Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più,anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2... Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare..."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita... L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L'ultima generazione degli spinelli...
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!
(Ndr: questa non è farina del mio sacco, è una mail che mi è stata girata e che ho voluto condividere con voi, il mio lavoro è stato quello di linkare le foto che mi hanno fatto rivivere quell'epoca, quei momenti straordinari, i graffi, le sbucciature su ginocchia e gomiti, l'alcol verde per disinfettare, pomeriggi passati ai giardini, è inutile erano veramente altri tempi)
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