Riguardando tra i miei vari mp3 legalmente contenuti
nel mio pc bello bello nuovo nuovo, ho ritrovato uno dei miei album d'adolescenza bruciata nelle strade bolognesi, trattasi di "and out come the wolves", bell'album, anche se i Rancid non sono mai stati uno dei miei gruppi preferiti, anzi.
Però non sono qua ad ammorbare l'aria con le mie scarse conoscenze musicali e i miei deprecabili gusti, sempre musicali, anche se sono deprecabili anche in altri campi.
Sto scrivendo perchè ascoltare quelle canzoni lì mi ha riportato alla mente tante tante cose, belle, più o meno brutte, sempre vissute al massimo delle emozioni possibili.
I miei ricordi sono cominciati con un'interminabile pisciata di svariati minuti fuori dall'arena parco nord, quando era ancora un posto dove facevano concerti e non un posto abbandonato a sè stesso, finito il mio secondo Indipendent Day, per intenderci quello con Lagwagon e Rancid (il primo era stato quello memorabile con NOFX, No Use For A Name, Bouncing Souls, Pulley, Sick Of It All, punk rock California here we come
), un Indipendent bello passato con belle persone a fare cose che mi piacevano.
E da quel ricordo lì si è passati a tutte le cagate fatte insieme a quella gente lì, alle storiacce che mi facevo con le giovani punk rockers della scena bolognese che in quegl'anni era sì poser, ma ancora aveva un minimo di senso, alle ubriacature prese, al fatto che non avevo mai soldi, ma proprio mai, che durante la settimana dovevo fumare drum e che solo nel week end potevo permettermi le sigarette, che con i quindici euro di paghetta dovevo riuscire a comprarci le sigarette (3€, costavano solo 3 euro), entrare al Transilvania (6€ con consumazione, a cui io aggiungevo 2€ per prendermi il litro di birra) e con i restanti 9€ dovevo fare una colletta per comprarmi il fumo in montagnola, quelli erano tempi divertenti dove non pensavo alle conseguenze della maggior parte delle mie azioni, dove vivere con la mia cresta era bello, dove la provocazione era una cosa ricercata.
Probabilmente chi leggerà queste righe penserà al fatto che fossimo tutti poser con atteggiamenti forzati e costruiti, con il senno di poi dico che probabilmente era così, ma a noi piaceva così, giovani, scazzati, allegri, ubriachi, drogati, punk, innamorati, desiderosi, desiderati, amanti, volubili, testardi, pazzi, elettrizzati, elettrizzati, musicali, ballerini, violenti, teneri, interessanti, interessati, più o meno impegnati, orgogliosi, amati, odiati.
Sono momenti che non scorderò, molte persone se ne sono andate per vari motivi, ma non me li scorderò, io tendo a non dimenticare.
Cava, Coco (ciao Coco), Erika, Fre, Pere, Giugi, Matty, Fra, Rizzo, Mirko, Miggiu, Tugno, Favetta, Furio, ciao ragazzi.
nel mio pc bello bello nuovo nuovo, ho ritrovato uno dei miei album d'adolescenza bruciata nelle strade bolognesi, trattasi di "and out come the wolves", bell'album, anche se i Rancid non sono mai stati uno dei miei gruppi preferiti, anzi.Però non sono qua ad ammorbare l'aria con le mie scarse conoscenze musicali e i miei deprecabili gusti, sempre musicali, anche se sono deprecabili anche in altri campi.
Sto scrivendo perchè ascoltare quelle canzoni lì mi ha riportato alla mente tante tante cose, belle, più o meno brutte, sempre vissute al massimo delle emozioni possibili.
I miei ricordi sono cominciati con un'interminabile pisciata di svariati minuti fuori dall'arena parco nord, quando era ancora un posto dove facevano concerti e non un posto abbandonato a sè stesso, finito il mio secondo Indipendent Day, per intenderci quello con Lagwagon e Rancid (il primo era stato quello memorabile con NOFX, No Use For A Name, Bouncing Souls, Pulley, Sick Of It All, punk rock California here we come
), un Indipendent bello passato con belle persone a fare cose che mi piacevano.E da quel ricordo lì si è passati a tutte le cagate fatte insieme a quella gente lì, alle storiacce che mi facevo con le giovani punk rockers della scena bolognese che in quegl'anni era sì poser, ma ancora aveva un minimo di senso, alle ubriacature prese, al fatto che non avevo mai soldi, ma proprio mai, che durante la settimana dovevo fumare drum e che solo nel week end potevo permettermi le sigarette, che con i quindici euro di paghetta dovevo riuscire a comprarci le sigarette (3€, costavano solo 3 euro), entrare al Transilvania (6€ con consumazione, a cui io aggiungevo 2€ per prendermi il litro di birra) e con i restanti 9€ dovevo fare una colletta per comprarmi il fumo in montagnola, quelli erano tempi divertenti dove non pensavo alle conseguenze della maggior parte delle mie azioni, dove vivere con la mia cresta era bello, dove la provocazione era una cosa ricercata.
Probabilmente chi leggerà queste righe penserà al fatto che fossimo tutti poser con atteggiamenti forzati e costruiti, con il senno di poi dico che probabilmente era così, ma a noi piaceva così, giovani, scazzati, allegri, ubriachi, drogati, punk, innamorati, desiderosi, desiderati, amanti, volubili, testardi, pazzi, elettrizzati, elettrizzati, musicali, ballerini, violenti, teneri, interessanti, interessati, più o meno impegnati, orgogliosi, amati, odiati.
Sono momenti che non scorderò, molte persone se ne sono andate per vari motivi, ma non me li scorderò, io tendo a non dimenticare.
Cava, Coco (ciao Coco), Erika, Fre, Pere, Giugi, Matty, Fra, Rizzo, Mirko, Miggiu, Tugno, Favetta, Furio, ciao ragazzi.

tanti tre euro e cinquanta che verranno irrimediabilmente mangiati e io resto senza paglie, odio quando la macchina non si mette in moto e io sono in ritardo per il lavoro, odio quando il cellulare mi decide di deviarmi le chiamate sulla segreteria telefonica e io ho qualcosa d'importante da dire e poi tanto so che nessuno ascolta più la segreteria telefonica, odio quando ordino una pizza e in casa non ho una birra, odio dover gira trequarti d'ora nel mio quartiere a cercare un posto d'auto e mi scappa la pipì e odio ancora di più aver trovato il posto auto ma non riuscire a infilare le chiavi nella toppa e la pipì spinge ancora di più, odio quando lo stereo fa saltare la mia canzone preferita nella mia compilation preferita e io necessito di sentire quella canzone, odio dovermi sorbire le telefonate estenuanti che non erano per me ma la pezza me la becco tutta io, odio dover salutare la persona che amo, odio dover andare a casa presto nel bel mezzo di una serata dilanio con gli obregonz perchè il giorno dopo devo lavorare, odio quando il semaforo diventa rosso e non posso stracciarlo perchè la Punto davanti a me va piano e io sono e sarò in ritardo.